homepage versione italiana english version version français
the firm Maurizio Cassano areas of activity where we are
Corporate advisory
Taxation advisory
Fiscal advisory
Corporate restructuring
Third sector
Privacy
Corporate internalisation
Financial advisory
Fiscal Due Diligence & pre-auditing
Links
press review Economic Studies Centre fiscal news fiscal deadlines the firm's newsletters publications conventions news
Tuesday, 19 October , 2021
La spinta agli investimenti, 150 miliardi per le imprese
Paola Pica - Corriere della Sera - page 38
Per sostenere la crescita ai fondi dell’Europa devono affiancarsi altri investimenti. Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ieri, ha presentato l’intesa raggiunta con Confindustria. Un patto intitolato ’Competizione, Innovazione, Sostenibilità’ per il quale la banca metterà a disposizione 150 miliardi di euro di finanziamenti dedicati all’innovazione digitale, alla sostenibilità, al rafforzamento delle filiere. Secondo il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi l’accordo consente di attivare investimenti privati, ‘generando un effetto moltiplicatore delle risorse per gli investimenti pubblici’. Bonomi ha aggiunto che i 150 miliardi di euro rappresentano un controvalore pari ‘a sette manovre finanziarie’, una cifra non molto distante da quelle mobilizzate dal Pnrr. Il ceo di Intesa Sanpaolo è convinto che i fondi debbano puntare su innovazione e ricerca e sta valutando di mettere risorse aggiuntive per l’aerospazio. La stabilità e la ripresa economica sono la via per contrastare disuguaglianze e povertà, ha aggiunto Messina. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Confindustria e Intesa, accordo da 150 miliardi per la crescita’ - pag. 5 e Italia Oggi: ‘Confindustria-Intesa Sp, 150 miliardi alle imprese’ - pag. 23)

I 9 miliardi del cuneo contesti tra contributi, Irpef e Irap
Marco Mobili e Gianni Trovati - Il Sole 24 Ore - page 2
Oggi pomeriggio arriverà sul tavolo del consiglio dei Ministri il Documento programmatico di bilancio che, dopo lo scioglimento di alcuni nodi ancora presenti, sarà inviato a Bruxelles. Su tutti la dote del taglio al costo del lavoro. Saranno le tabelle del Dpb a offrire la radiografia dei pesi assegnati alle varie voci che comporranno la prossima manovra economica il cui importo si aggira intorno a 24-25 miliardi di euro. Al taglio del cuneo fiscale dovrebbero andare 9 miliardi ma si discute su come utilizzarli. Tra le ipotesi anche la costituzione di un fondo destinato alla riduzione della pressione fiscale. Nel governo cresce il consenso sulla possibilità di concentrare i fondi sul taglio dell’Irpef e, in particolare, sull’aliquota del 38% al fine di ridurre il salto rispetto alla precedente del 27%. A beneficiarne sarebbero i 7 milioni di italiani, in gran parte lavoratori dipendenti e pensionati, che denunciano un reddito tra 28 mila e 55 mila euro. Altri spingono per l’eliminazione dell’Irap. Il disegno di legge delega fiscale, approvato una decina di giorni fa, parla di ‘superamento progressivo’.

Bonomi: fondamentale il taglio al cuneo, servono più di 10 miliardi
Nicoletta Picchio - Il Sole 24 Ore - page 3
Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, auspica che la prossima legge di Bilancio conterrà un intervento coraggioso sul cuneo fiscale. Servono 10 miliardi di euro, dice Bonomi. Per far ripartire i consumi e la domanda interna, occorre mettere più soldi nelle tasche degli italiani e ridurre il costo del lavoro per le imprese al fine di renderle più competitive. L’intervento di Bonomi non si limita al mondo imprenditoriale, ma guarda al Paese. Il costo del lavoro - dice - è l’unica voce su cui possiamo agire anche perché ci sono già pressioni per l’aumento del costo delle materie prime e dell’energia. Serve una riforma organica del fisco, anche se nella compagine governativa le posizioni divergono. Occorre avere l’ossessione della crescita e cogliere l’occasione dei fondi del Pnrr per fare le riforme che il Paese attende da 25 anni. Stop a Quota 100 e no allo scalone dice Confindustria. Bisogna dare risposte alle disuguaglianze.

Revisione degli ammortamenti al test della vita utile dei beni
Franco Roscini Vitali - Il Sole 24 Ore - page 38
Nel disegno di legge delega di riforma fiscale si prevede, tra l’altro, l’avvicinamento delle norme civilistiche e fiscali, con particolare attenzione alla disciplina degli ammortamenti. L’auspicio è che sia la volta buona per rivedere i coefficienti di ammortamento contenuti nel decreto del 31 dicembre 1988. I precedenti tentativi sono tutti falliti. L’ultimo risale alla legge 102/09 dal titolo ‘Accelerazione dell’ammortamento sui beni strumentali di impresa’ e prevedeva che la revisione dei coefficienti di ammortamento non doveva comportare variazioni alle previsioni di gettito né aumento di oneri a carico dello Stato. Dunque, la revisione doveva avvenire a costo zero per l’erario. Un problema per la revisione degli ammortamenti è rappresentato dal fatto che per determinare la vita utile di impianti, a volte complessi, la stima è effettuata dai tecnici e non dai contabili.

Terreni edificabili con valori più realistici
Francesco Giuseppe Carucci - Il Sole 24 Ore - page 38
Tra le finalità del nuovo Catasto c’è quella di individuare i terreni edificabili censiti oggi come agricoli. Per verificare la suscettibilità di utilizzazione edificatoria di un terreno non rileva la risultanza catastale, ma il certificato di destinazione urbanistica. Potrebbe costituire un obiettivo ambizioso la rilevazione catastale dei terreni edificabili, contenuta nella delega fiscale, se vista insieme all’altro obiettivo della riforma di inserire negli atti catastali, a partire dal 2026, le informazioni relative al valore patrimoniale e a una rendita attualizzata ispirati ai normali valori di mercato. Il vantaggio per i contribuenti sarebbe quello di conoscere prima del realizzarsi del presupposto impositivo il valore eventualmente da accertare da parte dell’Agenzia delle Entrate. Non disponendo dei valori delle aree edificabili oggi l’Omi procede comparando i valori dichiarati negli atti relativi a cespiti con analoghe caratteristiche urbanistiche ricadenti nella medesima zona e stipulati più o meno contemporaneamente.

L’antisismica su parti comuni non riduce il bonus casa
Luca De Stefani - Il Sole 24 Ore - page 39
Interventi anti-sismici. Nei condomini il limite di spesa per gli interventi strutturali effettuati sulle parti comuni è in concorrenza solo rispetto ai limiti del bonus casa previsto per le parti comuni, mentre per i lavori sui singoli appartamenti del condominio il bonus casa spetta con un ulteriore limite di 96 mila euro, per singola unità residenziale. Per le misure antisismiche detraibili al 70% o 75% realizzate su parti comuni di edifici condominiali, oltre che per il 110%, l’ammontare massimo di spesa detraibile deve essere calcolato tenendo conto anche delle pertinenze alle unità immobiliari. Per il sismabonus del dl 63/2013 il limite di 96 mila euro per gli interventi sulle parti strutturali dell’immobile non è da considerarsi autonomo rispetto a quello relativo agli interventi di recupero del patrimonio edilizio dell’art. 16-bis del Tuir, in quanto anche se la nuova norma parla di 96 mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio, nella sostanza non viene individuata una nuova categoria di interventi agevolabili.

L’accordo di ristrutturazione non blocca il bonus investimenti
Luca Gaiani - Il Sole 24 Ore - page 40
Nella risposta a interpello n. 719/2021 l’Agenzia delle Entrate dà il via libera al credito d’imposta sugli investimenti e per la ricerca e sviluppo anche in presenza di accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis Legge fallimentare. Oltre a non rientrare nelle ipotesi che la legge di Bilancio 2020 pone come preclusive alle agevolazioni, l’accordo non ha finalità di liquidazione. Tax credit Transizione 4.0 anche per i magazzini autoportanti, compresa la scaffalatura a cui si agganciano i trasloelevatori, come conferma la risposta 720/2021. L’Amministrazione finanziaria, con alcune risposte di ieri, chiarisce aspetti problematici del credito d’imposta sugli investimenti di cui alle leggi di Bilancio 2020 e 2021. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Ristrutturare il debito non osta al bonus 4.0’ - pag. 31)

Dta, le eccedenze Ace trasformate in tax credit restano alla ‘fonte’
Marco Piazza - Il Sole 24 Ore - page 40
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello 728/2021, ha fornito chiarimenti sulla trasformazione in crediti d’imposta delle Dta derivanti da perdite fiscali ed eccedenze Ace pregresse in occasione della cessione di crediti deteriorati da parte di società appartenenti a un consolidato fiscale in base all’articolo 44-bis del decreto legge n. 34/2019 contenente misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi. Le eccedenze Ace non trasferite al consolidato per incapienza a livello di gruppo sono trasformate dalla società che le ha generate. Sono trasformabili le Dta afferenti a tutte le perdite riportate a nuovo dalla fiscal unit, prescindendo dal fatto che le medesime siano state generate e trasferite da un soggetto diverso dalla società cedente. Tali perdite sono gerarchicamente postergate rispetto alle eccedenze Ace e alle perdite ante consolidato riportate dalla società cedente. Priorità va data alle perdite delle società che hanno ceduto il credito.

Commercialisti in protesta
Michele Damiani - Italia Oggi - page 25
L’estensione ai revisori legali dell’abilitazione a trasmettere la dichiarazione dei redditi e a rilasciare il visto di conformità, decisa con il decreto fiscale, ha suscitato le proteste dei commercialisti che rivendicano una maggiore tutela per la professione. Dall’Istituto nazionale dei revisori legali, invece, è stata espressa piena soddisfazione per quella che viene considerata ‘un’importante vittoria professionale’. Per Matteo De Lise, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, ‘stiamo andando a perdere posizioni su posizioni, con un processo di continuo annacquamento del ruolo del commercialista’. Maria Pia Nucera, presidente dell’Associazione dottori commercialisti, sostiene che la ‘disposizione accentua sempre di più la perdita di significato dell’istituzione ordine professionale’.

Cndcec, elezioni annullate
Michele Damiani - Italia Oggi - page 26
Il Tar Lazio, con la sentenza n. 08687/2021, pubblicata lo scorso 16 ottobre, ha accolto il ricorso presentato da Felice Ruscetta contro il Consiglio nazionale dei commercialisti. Per i giudici amministrativi il ministero della Giustizia avrebbe dovuto prendere atto dell’intervenuta decadenza del Consiglio nazionale in carica e nominare al suo posto un commissario, che avrebbe dovuto fissare la data delle elezioni dei consigli dell’ordine territoriale. L’udienza di merito del Tribunale amministrativo si terrà il 25 febbraio 2022.

R&S, la sanatoria è spontanea
Edoardo Belli Contarini - Italia Oggi - page 27
Riversamento. È il neologismo utilizzato nell’ultimo decreto fiscale, approvato dal Cdm, per invogliare le imprese ad aderire alla sanatoria del saldo e stralcio delle sanzioni e degli interessi connessi alla indebita compensazione dei crediti di imposta per Ricerca e Sviluppo. Dietro la procedura di riversamento spontaneo si cela di fatto un condono. In ogni caso, prima di avvalersi della sanatoria è consigliabile fare un’analisi ‘costi-benefici’. A prima vista gli elementi a favore sono notevoli. Sul piano oggettivo vengono sanate le attività di R&S di dubbia qualificazione, nonché gli errori nella quantificazione o individuazione delle spese ammissibili. Sul piano temporale, la definizione agevolata investe tutte le indebite compensazioni effettuate nei periodi di imposta 2015-2019. Sul piano degli effetti, si beneficia dello stralcio delle sanzioni, degli interessi, nonché di una speciale causa di non punibilità per il delitto di indebita compensazione. Se è corretto precludere l’accesso alla sanatoria a chi ha commesso atti fraudolenti, non sembra razionale imporre il ‘riversamento spontaneo del credito’ anche a chi, in buona fede, ha fatto legittimo affidamento sulla normativa che solo a posteriori è interpretata restrittivamente.

Il bonus under 36 sgomina
Giuliano Mandolesi - Italia Oggi - page 28
L’agevolazione ‘prima casa under 36’ cerca spazio nella dichiarazione dei redditi. Oggi in caso di acquisto agevolato con transazione soggetta ad Iva non è possibile avvalersi del credito d’imposta concesso a scomputo delle imposte dirette dovute perché manca lo specifico campo nel mod. Redditi 2021 dove indicare il tax credit. La soluzione è tuttavia in arrivo. Nei prossimi giorni arriverà un aggiornamento dei dichiarativi per rendere immediatamente utilizzabile il bonus. È quanto si legge nella circolare n. 12/E del 14 ottobre 2021 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate dedicata interamente al tema.

Il Patent box in corto circuito sul nuovo regime sugli accordi
Francesco Spurio - Italia Oggi - page 29
È attesa per oggi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto fiscale che, tuttavia, non è coordinato con le norme in vigore. Il nuovo regime del patent box rischia un corto-circuito. Le società in fase di sottoscrizione dell’accordo potrebbero trovarsi costrette ad adottare il nuovo regime previsto dal decreto fiscale appena approvato dall’Esecutivo nonostante la stessa norma preveda la facoltà per tali società di scegliere tra il vecchio e il nuovo regime. L’articolo 6, comma 7, del decreto varato venerdì scorso prevede che i soggetti che hanno presentato un’istanza di rinnovo dei termini dell’accordo già sottoscritto e che non avendo ancora sottoscritto un accordo possono aderire al regime agevolativo comunicano la volontà di rinunciare alla procedura di rinnovo secondo le modalità che saranno stabilite con un provvedimento ad hoc del direttore dell’Agenzia delle Entrate. Nasce il problema per chi ha presentato un’istanza di accordo ma non l’ha ancora sottoscritta e non può formalmente chiederne il rinnovo.

| copyright STUDIO CASSANO ® Dott. Maurizio Cassano Commercialista - Official Site | VAT number: 08603290159| site by metaping | admin |